semiperiodico pseudo culturale a diffusione internettiana

 

Animal House

animal_house117710_523
Il capostipite di una serie infinita di pellicole del tutto identiche sui college americani, tuttavia, non gliene si può fare una colpa. Ci sono le solite matricolozze a stelle e strisce che messo piede all'università, fanno di tutto meno che studiare, si ubriacano, scoprono i propri ormoni, si scontrano con i classici altri studenti compassati ed ideati appositamente per essere visti dal pubblico con un misto di antipatia/umorismo. Le solite istituzioni accademiche fatte di tristi gerarchi grigi anche un po' corrotti ed alla fine, come in ogni bel film americano che si rispetti, molta confusione ed azione a mo di fuoco d'artificio.

Forse all'epoca sarà stato innovativo, una buona prova di attori già o in seguito divenuti famosi, non è tuttavia, che abbia retto poi tanto bene il tempo (anche se in fondo molto meglio Animal House del consueto clone che ci viene propinato da hollywood ogni anno).

Qui a Zirolandia è piaciuto, non cambierà la vita ma una guardatina gliela si da volentieri.

Soldato Blu

imm_268
Un supposto western pregevole nella misura in cui non sembra un western. Certo, balzano agli occhi gli indiani abbigliati con classici costumi holliwoodiani da pellerossa, i protagonisti bianchi di contro hanno saccheggiato i vecchi magazzini di Via col Vento (soprattutto i soldatini) ma in fondo che ci vuoi fare, erano i magnifici anni settanta e la fotografia era quella che era così come non c'era quell'attenzione estetica al far sembrare tutto credibile anche nei minimi particolari.
A parte ciò, a parte una ricostruzione non proprio esente da imprecisioni dell'evento storico (il massacro di sand creek) su cui si basa (o dovrebbe basarsi) la pellicola il film sostanzialmente mi ha convinto. Il confronto col più recente Balla coi Lupi viene subito in mente ma se non ci fosse stato questo "soldato blu" probabilmente il secondo non sarebbe mai nato per cui confrontarli risulterebbe forse un'operazione intelettualmente scorretta.
VOTO ZZZZZZ
in una scala per cui Z significa "meglio la morte che vederlo" e
zzzzzzzzz sta per "se non l'ho visto sarebbe stato meglio non essere nato"

Elezioni politiche italiane, la mediocrità nei simboli (Parte 1)


 
Non è che qui a Zirolandia la si abbia, per qualche strana ragione, contro il popolo italiano, tuttavia non si può rimanere indifferenti di fronte a simboli di partito così sciatti sperando per loro che il vecchio detto latino "nomina sunt consequentiae rerum" risulti sostanzialmente smentito dai fatti.
 
marchio_partito_delle_liber_380_01
 
 
PARTITO DELLA LIBERTA' LIBERTARIA DEL POPOLO DEI LIBERI LIBERTARI 
 
Sfondo azzurrino sfumato,   una timida striscetta tricolore (riciclata non si sa da dove), scrittarella che non si ha avuto neppure la decenza di centrare (peraltro nel carattere di default di ms word). Decenza vorrebbe che se tu adoperi caratteri bianchi non si piazzino dette scritte su sfondo  bianco, l'autore del simbolo deve averlo scoperto allorchè si è reso conto che nel tricolore italiano si trova anche un po' del medesimo colore. A quel punto sposta che ti sposti ha piazzato le parole megiche due pixel sopra la banda centrale dell'arcobaleno, si è dimenticato tuttavia che il celeste dello sfondo degrada indovinate verso che colore? Risultato un obbrobrio incestuoso fra i pregressi simboli di AN e FI.
 

 

logopd_400_02
 
PARTITO DEMOCRATICO (Cristiano?) 
 
Sembra su per giù l'etichetta di un olio extra vergine  ma nei fatti, incredibile ma vero è il simbolo di un partito. Le supreme menti che hanno creato questa composizione artistica credono fermamente che le piante abbiano un anima così ad ogni cosultazione ne cercano una atta a simboleggiare il loro più profondo essere, querce, margherite, ulivi, carciofi, uva sultanina. La vegetalità è ciò che vogliono richiamare, pertanto le scritte piccoline e scialbe risultano avere significato marginale all'interno della composizione. Il risultato è discutibile ma indubbiamente d'effetto, peccato che non significhi nulla, ottimo presupposto ideale per mettersi in politica.
 
 
 

Perchè il Diavolo non fa anche i coperchi oltre alle pentole?

E' una spinosa questione ampiamente dibattuta in dottrina anche perchè, dato non trascurabile, non risulta ben chiaro se in ogni pentola senza coperchio vada riconosciuta l'opera del diavolo o se, invece la semplice assenza di coperchio possa anche denotare semplicemente sbadataggine nella conservazione delle pentole stesse.





In mancanza di dati certi e nessuno potrebbe, in coscienza, sbilanciarsi circa l'effettiva inattitudine del diavolo nel produrre coperchi degni di tal nome pertanto l'adagio popolare secondo cui non ne sarebbe capace potrebbe rivelarsi una forma di subdola diffamazione da parte dei concorrenti  sul mercato Inox e simili.





A ragion di ciò,  l'attitudine ziroliana sul problema è piuttosto cauta; si tende a glissare adattando il proverbio in questo modo:

 il diavolo  sa fare qualcosa, altro meno... poi ci sono campi in cui il diavolo, pur essendo capace non ha voglia di fare... in ogni caso ciò che fa lo sa fare esattamente nel modo in cui lo fa...

Forse il diavolo apprezza questo nostro approccio pragmatico per cui, sentendosi accettato si ferma ogni tanto in birreria, ogni tanto passa per zirolandia, si riposa un attimo e se ne va senza combinare troppi guai.

LEZIONE OCTOGESIMA - si può avere la botte piena e la moglie ubriaca?



E' poi così difficile da ottenere come risultato? Come in molti casi accade, soprattutto nelle ridenti valli di Zirolandia, pare che il grado d'improbabilità sia molto meno elevato di quanto usualmente non si ritenga.
Basta, in verità un po' di sana immaginazione, un pizzico di di astuzia, un quid di analisi unito ad una certa dose di tempo da perdere per sollevare sostanziali dubbi sulla veridicità dell'adagio popolare che vede come antitetici l'uno e l'altro stato di fatto.

Perchè mai, domandiamoci, dovrebbe risultare impossibile per la moglie ubriacarsi ammesso e non concesso che la botte sia piena?

Tanto per cominciare, nessuno ci ha mai ragguagliato circa "l'ipotetico contenuto della botte" che potrebbe essere anche piena di succo di tamarindo (o ancora di menta e orzata)  risultando dunque in tal caso la quantità del liquido del tutto indifferente allo stato alcolico della gentil consorte.
Se anche poi si ammettesse il contenuto alcolico del suddetto contenitore ligneo non ci è dato sapere "quante botti possegga in casa" l'ipotetico il consorte portandoci ciò direttamente al famosissimo paradosso di HaltHerchertz per cui "non puoi affermare nulla riguardo a contenitori lignei di cui non conosci il numero esatto".
Anche ipotizzando una sola botte (e contenuti alcolici della medesima), le mogli sono generalmente capaci di bere da contenitori diversi da botti oltre che direttamente da botti così come approfondito dall'ottimo lavoro di G.Guastapane "liquidi e mogli" ed. Lavalle 235 d.F.Z..

Il partito in merito si pronunciò peraltro unanimemente nel consiglio di Colle Fiorito all'inizio del decennio scorso elaborando un'astuta versione alternativa dell'adagio popolare che recita all'incirca così:

"SE tua moglie può bere da una sola botte (peraltro piena  in una data percentuale superiore al 5% di liquidi contenenti alcohol); se tu non possiedi altre botti né altre botti di altrui proprietà si trovano a casa tua E sempre che esse contengono liquidi alcolici al pari di quelli presenti nella tua unica botte; se tua moglie è legata a quella medesima botte e giammai alcun'altra persona può accedere alla stanza recando seco liquidi alcolici, allora è altamente probabile che essendo la tua botte piena tua moglie non sia ubriaca."